Trattamenti fisioterapia dermato-estetica

Trattamenti “anti-cellulite” e lipo-modellanti

Cellulite è il termine comunemente usato per parlare di un’infiammazione del tessuto cutaneo, caratterizzata da un’ipertrofia delle cellulite adipose e da edema. Quest ultime causano una compressione delle fibre collagene e, di conseguenza, un’alterata circolazione. La cellulite, quindi, si presenta esternamente con solchi cutanei, colorito spento e zone calde/fredde.

Il termine scientifico PEFS – Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica, aiuta a definire meglio la patologia e permettere di classificarla in diversi stadi:
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STADIO I: Alterazione capillare con conseguente formazione di edema.
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STADIO II: Aumento di volume degli adipociti con peggioramento del microcircolo e perdita di elasticità cutanea.

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STADIO III: Fibrosi del tessuto e comparsa di piccoli noduli. Cute fredda e dolente alla palpazione.

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STADIO IV: Macronoduli, sclerosi del tessuto, processo irreversibile.

La PEFS è di origine multifattoriale: sono diverse le cause che la provocano, ma è una patologia tipicamente femminile proprio per la stretta correlazione con l’ormone estrogeno e con l’utilizzo di calzature che non favoriscono un corretto appoggio del piede.

Ma perché rivolgersi ad un fisioterapista?

Il fisioterapista gioca un ruolo fondamentale nel valutare la presenza di concause, come lo scorretto appoggio plantare e le alterazioni posturali. Inoltre, essendo un operatore sanitario, saprà consigliarti e guidarti nel consultare altre figure sanitarie se necessario.

Il fisioterapista, grazie alla valutazione che andrà ad effettuare, sarà in grado di creare un protocollo altamente personalizzato – basato sulle caratteristiche individuali della persona – che garantirà dei risultati non soltanto in termini estetici, ma anche di salute generale.

Oltre tecniche manuali proprie della figura sanitaria, il fisioterapista potrà effettuare massaggi di drenaggio linfatico, massaggi fasciali e decontratturanti ed inoltre ricorrere all’ ausilio di macchinari medicali come la Tecarterapia, l’Onda d’urto radiale, gli ultrasuoni e l’elettroterapia non invasiva.

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Trattamento diastasi dei retti addominali

La diastasi addominale è una separazione dei retti addominali, condizione fisiologica prettamente sviluppata durante la gravidanza, che può diventare patologica quando non si verifica un completo ritorno alle condizioni di partenza – entro i 12 mesi dal parto – a causa di un danneggiamento più o meno reversibile del tessuto connettivo della linea alba.

La diastasi addominale si riscontra maggiormente dopo una gravidanza, a causa di un eccessivo stiramento della parete addominale, provocato dalla pressione interna dell’utero in accrescimento, ma può colpire anche bambini in età pediatrica, anziani e atleti che praticano un’attività fisica troppo intensa.

Si ha una diagnosi di diastasi addominale quando le due parti del retto addominale hanno una distanza maggiore di 2 centimetri, verificati tramite un esame obiettivo e un esame ecografico.

Inoltre, la diastasi addominale può essere associata a disfunzioni secondarie come lombalgia, difficoltà digestive e respiratorie, alterazioni delle funzioni viscerali, incontinenza, quest’ultime spesso più invalidanti della diastasi stessa.

Ma perché rivolgersi ad un fisioterapista?

Il fisioterapista gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento della diastasi addominale.

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Durante la gravidanza: un fisioterapista esperto può far eseguire alla paziente attività specifiche con l’obiettivo di rinforzare la parete addominale (soprattutto il muscolo trasverso dell’addome) e i muscoli del pavimento pelvico.

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Post-parto: il fisioterapista svolge un ruolo importantissimo poiché il trattamento conservativo fisioterapico, ad oggi, è considerato dalla comunità scientifica come unico metodo di trattamento che può determinare una diminuzione della diastasi addominale.

Per i casi più gravi, invece. è necessario intervenire chirurgicamente con l’addominoplastica, che prevede la ricostruzione della parete addominale con lo scopo di diminuire al massimo la distanza tra le due fasce muscolari del retto addominale. Anche in questo caso, però, la fisioterapia svolge un ruolo fondamentale sia prima che dopo l’intervento chirurgico.

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Prima dell’operazione: il trattamento fisioterapico aiuta la muscolatura a raggiungere le migliori condizioni possibili e garantisce al paziente un controllo muscolare di fondamentale importanza per la riabilitazione post-intervento.
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In fase post-operatoria: il fisioterapista facilita il recupero dei tessuti attraverso un riequilibrio dei pattern respiratori e una corretta attivazione della muscolatura addominale e si occupa inoltre di trattare le cicatrici post-chirurgiche prevenendo possibili complicanze ed eventuali future diastasi.

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Rieducazione posturale ed esercizi in gravidanza

Durante la gravidanza il corpo della donna subisce numerosi cambiamenti ormonali, posturali e biomeccanici.

Per consentire un corretto accrescimento nell’utero, i retti addominali iniziano a separarsi causando uno spostamento anteriore del centro di gravità, che porta la curva lombare ad accentuarsi.

Tutto questo fa sì che le curve fisiologiche della colonna e l’appoggio plantare si modifichino, portando a volte alla comparsa di una sintomatologia più o meno intensa, come lombalgia, sciatalgia, mal di testa, tensione cervicale e ritenzione agli arti inferiori.

Ma perché rivolgersi ad un fisioterapista?

Il fisioterapista gioca un ruolo fondamentale durante tutta la gravidanza e post-parto. Attraverso la rieducazione posturale mantiene elastiche e al contempo toniche le strutture interessate, educa la donna ad una corretta mobilità – fondamentale nel parto – e fa sì che ci sia una ripresa più rapida post-parto.

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